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martedì 7 luglio 2020

L' INSEGNAMENTO È UTILE SE FATTO DA UN INSEGNANTE CAPACE

L'insegnante capace fa
capire chi è Il prossimo
ESPRESSIONE DA EVITARE "TU DEVI"


CI sono vari tipi di insegnamento

Qual'é il migliore?



1- culturale

2- Frivolo e veloce.

3- Quello che ti brucia dentro.
4- Dolce che ti modifica il cuore.


Esiste una squadra su RAI 3 composta di dotti e non sgarbati, dove ognuno ha un suo argomento specifico, la storia, la letteratura, la politica, l'arte, la geografia, i fatti sugli argomenti di maggiore attualità, la natura, la musica, sono iniezioni di cultura, che fanno volare verso l'alto la qualità del livello dell' insegnamento culturale.

La sua concorrente si basa su altri fattori, i giochini, il gossip, il turpiloquio, il sarcasmo, il sentimentalismo, cronaca nera che sfiora la morbosità, le notizie un po' costruite col botto, il tutto studiato per aumentare audience e vendere più pubblicità, insomma.
Comprendo ora le parole che hanno l'effetto di un ombrello ma la parola telone rende meglio l'idea del copri tutto, in questo caso la parola è 'commerciale' così da ogni camerino esce la 'TV COMMERCIALE'.
So bene che tu che sei spettatore di questo consumo, non leggerai mai queste idee, ma assorbi con noncuranza l'insegnamento frivolo e veloce che ricevi dal telone commerciale, mediante lo schermo, (come se fosse polvere che non fa in tempo a posarsi per i continui spostamenti d'aria, così è quella polvere di cultura che ricevi dalla TV telone).
È proprio vero che a volte hai la mela a portata di mano, ma non ti va di coglierla perché occorre alzarsi in punta di piedi e allungare il braccio, e così raccogli quella vicina ai tuoi piedi quasi guasta, è per lo stesso motivo che guardi la TV commerciale, che ti trasmette solo polvere di cultura.

Poi c'è
l'insegnamento bruciante, è a lungo termine, ve lo illustro con un'esperienza: 
Cinquant'anni fa fui incaricato di fare una relazione, a mio parere la feci bene con molte idee, e parecchi particolari, nell'insieme spiegavo molto bene l'argomento, la presentai al mio responsabile convinto di ricevere un elogio, lui la lesse con cura e mi disse: "vedi devi fare più attenzione alla punteggiatura, allo scambio di vocali, alle desinenze, ai tempi dei verbi, e non ci devono essere cancellature, (50 anni fa per cancellare una lettera sbagliata si doveva usare il bianchetto).
Senza muovere il minimo muscolo della faccia, deglutii, ma dentro ero di fuoco, stavo bruciando, pensavo, è una bellissima relazione e lui mi apostrofa per una virgola mancante, una e al posto della o, e una correzione col bianchetto.
Quello fu un insegnamento bruciante, riconosco tuttavia che se non avessi ricevuto quell'ottimo consiglio, avrei dimenticato presto quell'episodio che tutt'ora ricordo.
E ora so che due punti (:) sono determinanti, vi faccio un esempio.
Coloro che credono di andare in cielo, traducono così la frase che Gesù disse al ladrone prima di morire: "veramente ti dico: oggi tu sarai in paradiso", ma Gesù andò nella tomba per 3 giorni, quindi è una frase non veritiera, tradotta male, quella che da il giusto intendimento è, "veramente ti dico oggi: tu sarai in paradiso" come minimo si sarebbe verificato dopo i 3 giorni in cui Gesù stette nella tomba.
Si tratta solo di 2 punti, ma cambia il futuro, dall'andare in cielo subito, o aspettare un tempo futuro.
Ecco spiegato l'importanza della punteggiatura.
Sono 50 anni che ogni volta che scrivo qualcosa mi viene in mente quell'insegnamento sulla punteggiatura, ma purtroppo sono proprio negato per le virgole e i verbi, comunque sono migliorato, grazie a questo insegnamento che mi bruciava dentro.

 I
nfine c'è  L'insegnamento dolce che tocca il cuore, far si che chi ti fa la domanda, si dia anche la risposta, e concludere dicendo: 'fai come tu stesso hai detto '.
IL grande insegnante Gesù a colui che gli fece la domanda su 'chi è il prossimo?' rispose:
1-  con l'illustrazione del 'Buon Samaritano' dove i 3 passanti videro l'infortunato a terra e solo uno si fermò per soccorrerlo. (vedi disegno iniziale)
2-  Con la contro domanda a colui che lo aveva interrogato, gli chiese 'tu chi pensi che sia dei 3 il prossimo?'. 
3-  attese la risposta.
4-  concluse dicendo 'fai anche tu come hai detto '.
Con questo modo d' insegnare, condusse l'interlocutore a darsi la risposta da solo.
Questo è il massimo dell'insegnamento, che possiamo definire 'dolce, che tocca il cuore', è il migliore. 
Se lo desideri puoi leggere il racconto per intero in:
Luca 10:29-37

Chi insegna bene è perché lo fa con soddisfazione e passione e vuole insegnare veramente, e ottiene il silenzio nell'aula.



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